ATTILIO PRATELLA

Lugo di Romagna (Ravenna), 19 aprile 1856 - Napoli, 28 aprile 1949.

Praticamente autodidatta (salvo due anni, 1878,79 all'Accademia di Bologna e il i 88o a Napoli, alla scuola di Filippo Palizzi), Attilio Pratella inizialmente si rifece al naturalismo di Dalbono e Casciaro, sensibile insieme alle derivazioni posillipiste ed allo schietto verismo del primo Mancini, elaborando in seguito un linguaggio caratteristico che traduce troppe e troppo rielaborate captazioni impressionistiche (specie in certi scorci urbani) per giudicare casuali i suoi riferimenti ad Alfred Sisley.

Ovviamente nocque all'immagine dell'artista la sua insistenza sulle stesse tematiche di successo, specialmente le marine di Napoli con il Castel dell'Ovo sullo sfondo, animate da pescatori e fitte di barche, replicate (ma sempre con qualche sia pur minima variante) centinaia di volte: dipinti che andarono a ruba fra i turisti stranieri. La enorme produzione (probabilmente superiore alle 5000 opere), finì per scadere, in molti casi, nello stereotipo, sovente solo sorretta da un'ottima manualità, senza conoscere affinamenti o evoluzioni di sorta.

QUOTAZIONI DI ATTILIO PRATELLA


Proprio alla luce di tali considerazioni la critica ha espresso su Pratella giudizi severi, appena emarginando dalla condanna le più raffinate (e animatissime) visioni di città e gli scorci di paese di datazione ottocentesca; senza per ciò scoraggiare il collezionismo internazionale, sempre attento e disponibile all'opera di Attilio Pratella che ha conosciuto straordinaria fortuna. E continua a conoscerla, al punto che, sul mercato nazionale, insieme a Frolli, Pratella è, dei napoletani dell'8oo, il più amato e ricercato, firma di sicuro assorbimento: da 3.500 a 10.000 euro, normalmente, tempere, acquerelli e pastelli «finiti», ancorché di dimensioni medio-piccole; da minimi di 6/7.000 euro gli oli non piccoli (le marine più scontate e ripetitive) a 15/20.000 euro, mediamente, se rappresentativi, con infrequenti punte sino a 35/45.000 euro per i dipinti di eccellente qualità e, tra essi, gli ampi e animati scorci napoletani a metà strada tra l'indagine topografica e quella sociale, privi del compiacimento pittoresco che affligge tanti suoi lavori (record d'asta di 53.45o euro a Milano, ottobre 1989).

Esistono sul mercato numerosi falsi. Una mostra bolognese alla Galleria Giordani (febbraio 1993), ha proposto una scelta di dipinti «insoliti» di Pratella, accompagnati da un catalogo a cura di P. L. Di Giacomo; una più recente rassegna con tipici oli pratelleschi si è tenuta alla Galleria Mediterranea Arte di Napoli nel dicembre 1999; una successiva è stata dedicata ai disegni dell'artista dalla Galleria La Portantina di Milano (15 marzo - 23 giugno 2001); l'ultima e più recente, allestita dalla Galleria Bentivegna di Montecatini, ha cele' brato il pittore alla mostra di antiquariato di Novegro nel gennaio

GALLERIA SANTA GIULIA - BRESCIA


La Galleria Santa Giulia - Brescia é specializzata nella ricerca e nella proposta di dipinti del XIX e XX secolo, con particolare attenzione alle scuole italiane del periodo: pittura piemontese, pittura ligure, scapigliatura lombarda, pittura veneta, scuola romana dell'ottocento, pittura napoletana ricevono ricevono dalla Galleria Santa Giulia tutto l'interesse ed il riguardo che meritano.

Attilio Pratella
Descrizione
Salita Antignano Napoli
ATTILIO PRATELLA

Opera
Olio su Tavola 49,2x27,7 cm.